In un cantiere edile o navale, il riscaldamento non è un comfort: è spesso un requisito tecnico obbligatorio per la corretta esecuzione delle lavorazioni e un obbligo normativo per la tutela dei lavoratori. Non rispettare le temperature minime di processo significa rischiare difetti costruttivi; non rispettare le temperature minime negli ambienti di lavoro significa esporsi alle sanzioni del D.Lgs 81/2008.

L’obbligo normativo: temperature minime nei luoghi di lavoro

Il D.Lgs 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), all’Allegato IV (che recepisce le disposizioni della Direttiva 89/654/CEE) stabilisce le condizioni microclimatiche minime nei luoghi di lavoro.

  • Per lavori sedentari o leggeri (lavori d’ufficio in cantiere, attività di controllo): temperatura non inferiore a 18°C
  • Per lavori fisicamente impegnativi (muratori, carpentieri, operai): non è fissata una soglia numerica assoluta, ma il datore di lavoro è tenuto a garantire condizioni che non arrechino danno alla salute; in pratica, al di sotto di 10–12°C in ambienti chiusi, l’obbligo di fornitura di riscaldamento è consolidato nella giurisprudenza.
  • Per gli ambienti di lavoro temporanei come i cantieri, l’art. 63, comma 1, del D.Lgs 81/2008 richiama esplicitamente i requisiti dell’Allegato IV anche per le strutture di cantiere

La responsabilità del rispetto di queste condizioni è del datore di lavoro (il committente o l’impresa appaltatrice), non del CSE o del progettista.

Le lavorazioni che richiedono temperature minime di processo

Indipendentemente dalle condizioni dei lavoratori, alcune lavorazioni edili hanno requisiti tecnici espliciti che impongono il controllo della temperatura dell’ambiente o dei materiali.

Getti di calcestruzzo in condizioni di gelo

UNI EN 13670:2011
La norma europea per la costruzione di strutture in calcestruzzo stabilisce che, quando la temperatura dell’aria scende al di sotto di +5°C durante il getto o le fasi di maturazione, si devono adottare misure di protezione dal gelo. Questo può includere: riscaldamento del calcestruzzo prima del getto, riscaldamento dell’ambiente dove avviene il getto, protezione dei casseri con isolamento e riscaldamento. La norma indica che la temperatura del calcestruzzo all’atto del getto non deve essere inferiore a +5°C, e che durante la maturazione la temperatura dell’elemento strutturale non deve scendere sotto +0°C per le prime 24–72 ore (in funzione del rapporto acqua/cemento). Il mancato rispetto di questi requisiti invalida le garanzie di resistenza meccanica del calcestruzzo e può determinare responsabilità per difetti strutturali.

Posa di adesivi, sigillanti e prodotti di finitura 

La maggior parte dei prodotti a base di resine cementizie o polimeriche (colle per pavimenti, sigillanti, impermeabilizzanti, prodotti di finitura) richiede temperature di applicazione comprese tra +5°C e +35°C. Al di sotto di questa soglia, i tempi di essiccatura si allungano in modo imprevedibile e le prestazioni finali del prodotto non sono garantite dal costruttore.

Pitture e rivestimenti 

Quasi tutti i prodotti vernicianti da costruzione dichiarano una temperatura minima di applicazione di +5°C o +10°C. L’applicazione a temperature inferiori può causare sfarinamento, perdita di adesione, ritiro differenziale, efflorescenze.

Riscaldamento per cantieri navali: le specificità tecniche

Nei cantieri navali, il riscaldamento degli spazi di bordo durante costruzione o refitting presenta vincoli non presenti nei cantieri civili.

  • Gli spazi interni delle navi sono confinati, non isolati termicamente e con superfici metalliche che disperdono rapidamente il calore: per mantenere +15°C in una stiva metallica a 0°C esterna, il fabbisogno termico per m³ è 3–5 volte superiore a un edificio civile di pari volume.
  • Nelle aree di saldatura, la norma EN ISO 3834 (qualità delle saldature per fusione di materiali metallici) prescrive temperature minime del materiale base prima della saldatura (tipicamente +5°C o superiore, in funzione del tipo di acciaio e dello spessore), pena la formazione di cricche da raffreddamento rapido.
  • La frequente movimentazione delle attrezzature da un’area all’altra impone unità compatte, su ruote o facilmente trasportabili con paranchi.

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Le soluzioni di riscaldamento per cantieri

Pompe di calore aria-acqua 

La soluzione di riferimento per cantieri con disponibilità elettrica adeguata. 

Con un COP di 2,5–3,5 a +7°C esterna, le pompe di calore producono 2,5–3,5 kWh di calore per ogni kWh elettrico consumato — una efficienza energetica impossibile da replicare con qualsiasi generatore a combustione. Sono la scelta ideale per cantieri in zone residenziali o centri storici dove le emissioni e la rumorosità dei generatori a gas sono regolamentate. Zero emissioni di CO₂ in loco, controllo remoto dell’impianto, funzionamento silenzioso.

Caldaie a condensazione a gas o GPL

Per cantieri con allaccio alla rete del gas naturale o con fornitura di GPL tramite serbatoio mobile, le caldaie a condensazione Heat Rent garantiscono un rendimento superiore al 105% PCI e livelli di emissioni NOx inferiori a 30 mg/kWh (Classe 6 secondo EN 15502). 

Si adattano al fabbisogno reale del cantiere senza sovradimensionamenti. Il GPL consente di utilizzare le stesse caldaie a condensazione del gas naturale con minimi adattamenti al bruciatore, mantenendo piena efficienza di condensazione e bassissime emissioni anche in siti non raggiunti dalla rete metaniera.

Riscaldatori portatili elettrici: per il riscaldamento localizzato di aree specifiche (la zona di saldatura, il locale dove si stende l’intonaco, la stiva di una nave durante le lavorazioni) i riscaldatori portatili elettrici a noleggio sono la soluzione più rapida e precisa. Nessun rischio di combustione in ambienti confinati, zero emissioni, installazione in pochi minuti.

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