Il noleggio caldaie è una soluzione sempre più adottata dalle aziende italiane per garantire la continuità del riscaldamento senza sostenere l’investimento dell’acquisto. Ma dietro a una scelta apparentemente semplice (prendere una caldaia temporanea) si nasconde un insieme di obblighi normativi, criteri tecnici e procedure di installazione che determinano se l’impianto temporaneo funzionerà correttamente e sarà in regola con la legge.

In questa guida tecnica analizziamo il quadro normativo di riferimento, le tipologie di caldaie industriali disponibili, i criteri di dimensionamento e le procedure operative che Heat Rent segue in ogni intervento.

Il quadro normativo per gli impianti termici in Italia

Qualsiasi impianto termico installato in Italia, inclusi quelli temporanei a noleggio con potenza superiore a 10 kW, è soggetto a un quadro normativo preciso.

DPR 74/2013
Il regolamento che definisce i criteri generali per l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione. Stabilisce che le operazioni di controllo e manutenzione devono essere eseguite da ditte abilitate, che ogni impianto deve essere accompagnato da un libretto di impianto (istituito dal D.M. 10 febbraio 2014) e che i rapporti di controllo di efficienza energetica devono essere trasmessi alle Regioni con le cadenze previste. Sebbene il DPR 74/2013 sia nato per gli impianti fissi, i suoi principi di sicurezza e documentazione si applicano anche agli impianti temporanei di riscaldamento.

D.M. 37/2008
Stabilisce che l’installazione di impianti termici, elettrici e idraulici all’interno degli edifici deve essere eseguita da imprese abilitate iscritte alla CCIAA per le attività di impiantistica, con rilascio della Dichiarazione di Conformità (D.I.C.) al termine dell’installazione. Ogni collegamento di una caldaia a noleggio all’impianto idraulico e al circuito di distribuzione dell’edificio rientra nell’ambito di applicazione del D.M. 37/2008.

D.M. 08/11/2019 (prevenzione incendi per impianti termici alimentati a gas)
Per le caldaie a gas con potenza superiore a 35 kW, la norma tecnica di riferimento è il D.M. 08/11/2019 (che ha sostituito il D.M. 12/04/1996), che definisce i requisiti di sicurezza per la progettazione, costruzione e esercizio degli impianti termici alimentati con combustibili gassosi. Il collegamento a reti gas esistenti deve essere verificato da un tecnico abilitato.

UNI 10435 / UNI 10436
Norme tecniche per la manutenzione delle caldaie a gas/gasolio, richiamate esplicitamente dal DPR 74/2013 come riferimento per le cadenze degli interventi di controllo.

Perché la condensazione fa la differenza nel rendimento delle caldaie?

Il parametro chiave per valutare un generatore di calore è il rendimento di combustione, misurato in conformità alla norma UNI 10389

Le caldaie si dividono in due categorie fondamentali:

  • per le caldaie tradizionali (non a condensazione) il rendimento è tipicamente tra il 92% e il 95% sul potere calorifico inferiore (PCI) del gas. I fumi di scarico escono a temperature di 120–180°C: questo calore non viene recuperato e si disperde in atmosfera.
  • per le caldaie a condensazione il condensatore recupera il calore latente del vapore acqueo contenuto nei fumi, abbassando la temperatura di uscita fumi a 40–60°C. Il rendimento nominale supera il 105% sul PCI (il valore supera il 100% perché utilizza come riferimento il PCI, non il potere calorifico superiore). Il beneficio economico è reale: a parità di calore utile prodotto, una caldaia a condensazione consuma il 15–20% di gas in meno rispetto a una tradizionale.

I limiti del rendimento di condensazione

il vantaggio della condensazione si esprime pienamente solo quando la temperatura dell’acqua di ritorno all’impianto è inferiore a 55–57°C (punto di rugiada dei fumi per il gas metano). Con temperature di ritorno superiori (come negli impianti con radiatori vecchi dimensionati per 80/60°C) il rendimento di condensazione scende verso quello delle caldaie tradizionali.

Quando conviene noleggiare una caldaia industriale?

Guasto o avaria dell’impianto fisso

È il caso più urgente. Se una caldaia industriale si guasta in inverno ferma la produzione, lascia gli ambienti senza riscaldamento e rischia di congelare gli impianti idrici. Il noleggio di emergenza risolve il problema nell’arco di 24–48 ore. La documentazione dell’intervento (compreso il libretto di impianto temporaneo) permette di dimostrare alle autorità competenti la conformità normativa durante il periodo di guasto.

Manutenzione programmata

La revisione periodica di una caldaia industriale, richiesta dagli stessi DPR 74/2013 e UNI 10435/10436, può richiedere da alcuni giorni a settimane. Con una caldaia a noleggio attiva durante la manutenzione, l’edificio mantiene la continuità del servizio.

Fabbisogno stagionale e avvio cantieri

Strutture con operatività stagionale, cantieri in fase di avvio, stabilimenti in costruzione: il noleggio copre i mesi o le fasi in cui l’impianto definitivo non è ancora operativo, senza costi fissi di un impianto permanente.

Come funziona il noleggio caldaie con Heat Rent?

Ogni intervento Heat Rent comprende:

  1. sopralluogo tecnico e dimensionamento;
  2. consegna e installazione da personale abilitato D.M. 37/2008;
  3. messa in servizio con verifica rendimento combustione secondo UNI 10389;
  4. rilascio della Dichiarazione di Conformità e del libretto di impianto;
  5. Ritiro al termine del noleggio senza costi aggiuntivi.

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